Energia: breve storia della Standard Oil - Parte I

02/06/12

02/06/12


Seconda parte, terza parte

John Davison Rockefeller è stato l'uomo più ricco del mondo. Nella sua vita ha nuotato nell'oro nero, costruendo quel colosso petrolifero che fu la Standard Oil e che oggi prende il nome di Chevron Corporation. Questa è la storia del gruppo industriale.


Rockefeller e la nascita di Standard Oil

Sebbene il petrolio venisse usato fin dall'antichità come combustibile, come medicinale e per le armi incendiarie, dal punto di vista commerciale il suo sfruttamento risale al 1859, anno in cui Edwin Laurentine Drake (1819-1880) scoprì in Pennsylvania, a venti metri di profondità, il primo giacimento petrolifero.

Nel 1865, finita la guerra di secessione, i trivellatori iniziarono ad impiegare gli esplosivi per accelerare i tempi di scoperta ed estrazione del petrolio. Nel giro di due anni il prezzo al barile crollò da 12 a poco più di 2 dollari.

Nel 1866 i due terzi del cherosene prodotto a Cleveland venivano esportati, così John Davison Rockefeller (1839-1937), figlio di un medico ciarlatano battista e già imprenditore nel commercio di generi alimentari ed entrato tre anni prima nel mondo della raffinazione, inviò suo fratello William a New York per lanciare la società d'esportazioni Rockefeller & Company.

Nel 1868, un anno dopo aver fondato la Rockefeller, Andrews & Flagler, Rockefeller entrò nel Consiglio di Amministrazione della Ohio National Bank e strinse accordi con alcune ferrovie per il trasporto dei suoi barili di greggio. Con la sua economia basata sugli sconti delle ferrovie era riuscito a portare Cleveland al primo posto su Pittsburgh e gli altri quattro centri di raffinazione.

Il calo dei prezzi del greggio causato dalla sovrapproduzione intimoriva la società di Cleveland che, grazie al suo concorrente John Henry Alexander (1824-1910) che gli offrì la sua raffineria ad un decimo del valore, Rockefeller si spostò da una politica di competizione ad una politica di cooperazione.


Costituì così nel 1870, con l'astronomica cifra di un milione di dollari di capitale, la Standard Oil Company, il cui nome risaltava la qualità uniforme del cherosene prodotto (all'epoca vi era una diffusa paura di esplosioni dovute alle impurità del greggio). Le 10 mila azioni erano così divise: 2668 a J. D. Rockefeller; 1334 a testa al fratello William Avery ed ai soci Andrews, Flagler, Harkness; 1000 al cognato di William, Oliver Jennings, e le restanti 1000 ad altri. John Davison sedeva alla presidenza, il fratello ne era il vice e a Henry Flagler andarono la segreteria e la tesoreria.

Un anno dopo la nascita della Standard Oil il prezzo del petrolio crollò di altri 25 punti percentuali, inducendo così Rockefeller ad acquistare la Bostwick Tilford, maggiore acquirente di greggio di New York, con una flotta di chiatte ed una grande raffineria sullo stretto di East River.


"Competition is a sin"

Quando Rockefeller si accorse che la concorrenza del libero mercato non funzionava, giunse alla conclusione che solo la cooperazione monopolistica potesse dissipare i timori delle crisi di sovrapproduzione e quelli portati dalle espansioni. Scrisse che "i lavoratori si ritrovavano periodicamente ogni 10 o 15 anni in condizioni di indigenza, con gli imprenditori in bancarotta, a causa dei metodi folli di competizione che accompagnavano l'eccesso di produzione di alcuni o di tutti i produttori".

Prima raffineria della Standard Oil in Cleveland
a sinistra nel 1870 e a destra nel 1889

Per riprendere il controllo della situazione, nel 1872 Rockefeller attuò quello che fu chiamato il "massacro di Cleveland": acquista 22 delle 26 raffinerie di Cleveland triplicando il capitale della Standard Oil da 1 a 3.5 milioni di dollari. Solo tre mesi prima, nel novembre 1871, si era accordato con Thomas Alexander Scott (1823-1881), proprietario della Pennsylvania Railroad che aveva costituito la South Improvement Company in cui rientravano gli affari delle ferrovie e quelli petroliferi.

Alla SIC si opposero alcuni raffinatori, arrivando persino a compiere azioni di sabotaggio alle linee ferroviarie. Questi "anti-cospiratori" erano soprattutto di New York, il cui capo Henry Huttleston Rogers (1840-1909), divenne in seguito un dirigente della Standard Oil. Incontratosi con Tom Scott decisero di siglare un accordo per l'adozione di tariffe uguali per tutti i clienti. Rockefeller venne escluso dalla trattativa ed ogni prerogativa della sua società venne così annullata.

Dopo il fallimento del cartello petro-ferroviario, il capitalista di Cleveland ne tentò un altro costituendo la National Refiners' Association insieme ai principali raffinatori di Pittsburgh. Alla base del gruppo c'era il limite imposto della produzione, proprio come fece quasi un secolo più tardi l'OPEC.

Anche questa avventura fallì in quanto quasi mai i raffinatori rispettavano il tetto di produzione e non c'erano multe che tenessero. Rockefeller si rese così conto che quelle forme organizzative erano inutili all'aumento dell'efficienza produttiva e decise che l'unica soluzione era quella di concentrare il settore sotto il controllo della sua azienda, la Standard Oil.

Rockefeller attua così i mezzi propri della lotta dei consorzi monopolistici contro gli "indipendenti" per costringerli ad entrare nei cartelli:

  1. privazione delle materie prime
  2. privazione di manodopera con accordi tra capitalisti e tra operai affinché lavorino solo con le imprese cartellate
  3. privazione dei trasporti
  4. chiusura di sbocchi
  5. incetta di clienti con clausole di esclusività
  6. abbassamento dei prezzi anche sotto al prezzo di produzione
  7. privazione del credito finanziario
  8. boicottaggio e sabotaggio

Dopo aver acquisito in gran segreto tutte le raffinerie di Cleveland, in due anni prese anche le 21 su 22 di Pittsburgh. A New York comprò la Devoe Manufacturing, specializzata nella costruzione di contenitori per petrolio, poi la raffineria Long Island Company e la Charles Pratt & Company, il cui cofondatore era stato il rivale Henry Rogers, messo a capo della direzione degli acquisti del petrolio, degli oleodotti e delle operazioni manifatturiere.

Nel 1874 Rockefeller acquistò la Imperial Refining Company, mentre l'anno dopo fu la volta della Porter, Moreland Company che portò in azienda un altro "nemico" all'epoca della SIC: John Dustin Archbold (1848-1916), che sarà successore di Rockefeller al timone della Standard Oil dal 1897. Archbold fu il fautore dell'acquisizione dell'ACME Oil Company.

L'artiglio fantasma della Standard Oil era giunto anche in West Virginia dove, sempre nel 1875, comprò la Camden Consolidated Oil Company.


Diversificazione della produzione

Per massimizzare i profitti e sopperire alla carenza di barili, Rockefeller aveva cominciato a costruirli da sé, più leggeri, al costo di 1 dollaro a barile contro i 2.5 che chiedevano i bottai. All'inizio degli anni Settanta dell'Ottocento la Standard Oil cominciò a costruire anche i carri cisterna, che poi affittava alle ferrovie. Grazie a tariffe agevolate ed a questo nuovo sistema logistico, Rockefeller aveva la possibilità di controllare l'export della concorrenza, bloccarlo, e perfino condizionare le ferrovie minacciando il ritiro dei carri in ogni momento.

Quando la Pennsylvania Railroad pianificò l'installazione di un oleodotto lungo la sua linea ferroviaria, Rockefeller la seguì. Era il 1874 e la Standard Oil lanciò prima la American Transfer Company, specializzata nella costruzione di oleodotti, e poi, con l'acquisizione di una parte della Vandergrift & Forman, lanciò la United Pipe Line, dichiarata "indipendente" ma controllata dalla società di Cleveland.

Al contempo la Standard Oil entrò nel mercato dei sottoprodotti del petrolio cavalcando quella che in termini tecnici è chiamata "economia di scopo": asfalto, catrame, candele, cera di paraffina per chewing gum, lubrificanti, pitture ed acidi industriali. Con questo scopo venne comprata nel 1880 la Cheseborough Manufacturing del New Jersey.