Le elezioni miliardarie di Obama - Parte IV

14/08/09

14/08/09


Parte prima, parte seconda, parte terzaparte quinta, parte sesta

In sintesi possiamo affermare che la vittoria di Barack Obama, oltre che all'apporto economico dei grandi gruppi, è dovuta sia all'astensionismo della classe operaia bianca, sia all'alta partecipazione elettorale degli afroamericani, lo spostamento di voto degli ispanici e il voto dei redditi alti e dei laureati.


L'elettorato

Michael Barone, uno dei maggiori analisti elettorali statunitensi, commenta così l'8 novembre 2008 sul sito della Creators Syndicate Inc.: "Obama ha attirato al suo partito gli elettori più ricchi e con il più alto titolo di studio delle aree metropolitane [...] I democratici hanno diretto molto della loro retorica verso la classe operaia bianca, ma non sono riusciti a prendere la gran parte dei suoi voti. Invece hanno assemblato quella che si potrebbe chiamare una "top-bottom coalition": i sobborghi ricchi [NdR: top = vertice] più i neri delle città [NdR: bottom = base]".

Per Mark Penn, stratega clintoniano: "A sorpresa il 5% degli americani, appartenente ai più ricchi, ha sostenuto Obama e forse è la chiave della sua vittoria" (Politico, 11 novembre 2008).

Confrontando i dati di CNN, Usa Today, New York Times, Pew Research Center e US Bureau of Census, dalle elezioni del 1972 alle ultime del 2008 notiamo che:
  • la percentuale dei bianchi votanti passa dell'85 al 75%, quella dei neri dal 7,6 al 13%, quella degli ispanici dal 2,3 al 9%
  • i laureati votanti sul totale triplica (dal 14,4 al 45%), mentre raddoppia la percentuale dei laureati sulla popolazione in età di voto: dal 10,9% del '72 al 25,5% del 2008
Ovviamente questa "top-bottom coalition" non è sufficiente, seppur fondamentale, per vincere le elezioni. Gli altri due fattori, come abbiamo visto, sono l'astensionismo degli operai bianchi e lo spostamento del voto degli ispanici. Questi ultimi sono il gruppo demografico con più alto ritmo di espansione: la presa di posizione della destra repubblicana contro la naturalizzazione di 12 milioni di immigrati ispanici illegali ha certamente portato un forte danno a McCain.

Gli ispanici hanno un forte legame con la Chiesa cattolica, quindi spinti verso i repubblicani, più conservatori dei democratici, ma sono propensi a votare i democratici sui temi economici.

Secondo uno studio della National Association of Latino Elected, Obama si è assicurato il 66% del voto ispanico contro il 31% delle preferenze andate a McCain. I bianchi che hanno scelto il presidente attualmente in carica sono stati il 43% dei bianchi aventi diritto, mentre i neri che lo hanno votato sono stati la totalità: il 95%.